[SEO CASE STUDY] Tecnica dei link interni – Analisi e Risultati

Cari amici, oggi voglio condividere con voi un piccolo esperimento SEO che ho messo in atto qualche mese fa e che ha portato alla luce dei risultati veramente interessanti.

Avrei voluto scrivere prima quest’articolo ma purtroppo a causa dei molteplici impegni non mi è stato possibile.

Il test che ho analizzato riguarda i link interni, la struttura del sito e gli articoli correlati, ma prima di addentrarci nei dettagli è doveroso fare una piccola premessa.

Premessa

Personalmente non mi reputo un SEO, ho iniziato come sviluppatore web ed oggi mi occupo principalmente di web marketing e affiliate marketing.

Da sempre sono stato affascinato dalla SEO e dalle sue ambiguità, per questo motivo ho deciso di approfondire l’argomento.

Le basi di programmazione assimilate negli anni passati hanno fatto si che nel mio cervello frullino costantemente le idee più strampalate, di conseguenza adoro fare test di qualsiasi tipo andando spesso anche contro corrente.

Dopo anni di blog anonimi a scopo di lucro circa 9 mesi fa decido di avviare finaldesign.it il mio progetto personale dove ci metto la faccia e parlo di quello che faccio nella vita.

Come avrai capito il sito è quasi nuovo, la sua autorità sul web è quasi nulla e non ho ancora fatto link building, questo perché in realtà un altro dei test che sto facendo sul sito è proprio quello del posizionamento senza link e devo dire che sto ottenendo dei discreti risultati (scriverò un articolo a breve anche su questo).

Non sto qui ad elencarvi tutti i punti noti alla maggior parte dei SEO con i quali mi trovo in disaccordo altrimenti non ci spicciamo più, oltre al fatto che genererei dei flames non indifferenti 😀

Bene, fatta la premessa entriamo nel vivo dell’articolo

Link interni, struttura del sito e ricerche correlate

strategia link interni

Ho sempre creduto fermamente nell’ottimizzazione on-site, sopratutto quella legata alla struttura del sito, alla user experience e ai link interni.

I link interni sono uno degli aspetti più sottovalutanti in assoluto e che a mio parere hanno un potere incredibile.

Ho notato da sempre un utilizzo maniacale di questa tecnica da parte di personaggi come Salvatore Aranzulla e con il tempo mi sono convinto che fosse un elemento chiave per la SEO.

Ma bando alle ciance e cominciamo.

Il Test

Il test che ho deciso di effettuare sul mio sito risale a qualche mese fa, le mie intenzione erano quelle di provare a posizionare un articolo che aveva come obbiettivo principale la promozione del servizio di web hosting SiteGround.

Il sito a quei tempi era praticamente più nuovo di ora ed il traffico era prossimo allo 0.

Sicuramente la keyword scelta non era delle più difficili ma aveva comunque il suo grado di concorrenza (con siti decisamente più autorevoli del mio), questo era dovuto al fatto che SiteGround offrisse un discreto programma di affiliazione.

La keyword principale che avevo preso di mira era “SiteGround Opinioni” e da qui ho iniziato ad attuare la mia strategia.

Per prima cosa ho dato uno sguardo al keyword planner di Google e mi sono segnato tutte le parole chiave correlate di una certa rilevanza.

La seconda cosa che ho fatto e stata quella di andare a controllare tutte le ricerche correlate in fondo alla pagina di ricerca.

keyword correlate 1keyword correlate 2

E’ saltato fuori che le query più utilizzate per cercare argomenti inerenti  al servizio di web hosting SiteGround erano le seguenti:

  • SiteGround Opinioni
  • SiteGround Recensioni
  • SiteGround WordPress
  • SiteGround Italia
  • SiteGround Guida
  • Siteground Vs Aruba
  • SiteGround Vs GoDaddy
  • SiteGround vs BlueHost

Bene, indovinate cosa ho fatto? Ho scritto un articolo per ogni singola query, fatta eccezione per “SiteGround WordPress” e “SiteGround vs BlueHost” non ricordo il motivo.

Il primo è stato appunto “SiteGround Opinioni e Recensioni“, si lo so, ho cercato di prendere due piccioni con una fava, fare diversamente mi pareva un esagerazione.

Successivamente ho cominciato a scrivere tutti gli altri articoli.

Terminato il tutto, invece di linkare tutti gli articoli all’articolo principale, ho cominciato a linkarli tutti tra di loro utilizzando ancor text studiati a tavolino.

Ovviamente tutti gli articoli godevano anche di una maniacale ottimizzazione on-page che più o meno tutti conosciamo.

Struttura

Inizialmente avevo pensato di inserire tutti questi articoli nella sezione dedicata a WordPress, ma successivamente ho deciso di creare una seziona apposita per servizi di web hosting ed inserirla nel menu di navigazione.

tecniche link interni

Bene, dopo circa un mese ecco cosa è successo:

Questo slideshow richiede JavaScript.

Come avrai notato dagli screenshot, tutte le keyword non solo si sono posizionate in prima pagina, ma anche tra le prime posizioni. Che ci crediate o no, inizialmente sono stato in prima posizione per tutte le keyword citate, (ed ho effettuato anche molte vendite :D), ora sono sceso di qualche gradino.

La cosa buffa è stata che poco tempo dopo l’articolo principale “SiteGround Opinioni” è arrivato in prima pagina anche per la keyword secca “SiteGround”.

Attualmente la pagina e scesa per questa keyword, e Google sembra impazzito, difatti ogni settimana mi butta giù e fa emergere un articolo diverso tra i tanti scritti su SiteGround, come se fosse indeciso su quale scegliere.

La cosa non mi interessa più di tanto visto che la keyword di per se è inutile, quello che però è da notare è come Google abbia attribuito una certa importanza al mio sito rapportato a quel brand.

Ma non è finita qui..

Nonostante i risultati ottenuti non volevo trarre delle conclusione affrettate, ed ho accreditato il tutto alla bassa competitività della keyword scelta.

Questo fino a quando non ho notato un altra cosa:

Nello stesso periodo avevo cominciato a scrivere degli articoli sull’affiliate marketing ed involontariamente stavo utilizzando la stessa tecnica vista sopra.

Il settore in questo caso era più competitivo , in più la parola era in inglese e sappiamo come nonostante google.it sia impostato per restituire risultati in italiano spesso e volentieri ci butta dentro anche dei risultati in lingua inglese.

Ho iniziato a scrivere una serie di articoli sull’argomento come:

  • Affiliate marketing cos’è e come funziona
  • Come guadagnare con l’affiliate marketing
  • Guida su l’affiliate marketing
  • Programmi di affiliazione (variante in italiano)

Senza farlo apposta queste si sono rilevate tutte varianti correlate alla keyword “affiliate marketing”. Una volta linkate tutte le pagine tra di loro i risultati (questa volta in tempi più lunghi) sono stati i seguenti:

Questo slideshow richiede JavaScript.

Come potete notare, anche in questo caso tutti gli articoli si sono posizionati tra le prime posizioni per le rispettive keyword.

Anche questa volta ho realizzato una sezione nel menu interamente dedicata all’argomento Affiliate Marketing.

Avrete notato come sotto di me ci siano molti siti più o meno noti, sicuramente più autorevoli del mio.

Ora la domanda è:

Perché Google ha scelto me? (La SEO si racchiude tutta in questa domanda eheh)

Conclusioni e Considerazioni

Che conclusioni possiamo trarre da questo case study?

Beh, io vi dico la mia opinioni, poi sarò felice di sentire la vostra e confrontarci, ovviamente non ho la presunzione di insegnare niente a nessuno, mi attengo ai fatti, li analizzo e formulo delle teorie.

La prima cosa che ho notato è che Google si prende il suo tempo (a volte anche molto) per posizionare siti poco autorevoli, quindi non vi scoraggiare subito se all’inizio i risultati tardano ad arrivare.

La seconda cosa che ho notato invece e che Google premi molto i siti specializzati e quando realizza che sono stati scritti più articoli su un determinato argomento ti prende più sul serio e ti identifica come “esperto sull’argomento”.

Ora la domanda è:

Questa tecnica funziona sempre? Anche per chiavi più competitive?

Partendo dal presupposto che quando si parla di SEO tutto è messo in discussione, per quanto mi riguarda non esiste una singola tecnica SEO che ti permetta di avanzare nei motori di ricerca, la SEO è un insieme di fattori, come si suol dire: è la somma che fa il totale.

Spesso per keyword non troppo competitive una sola tecniche può anche bastare, in altri casi invece è importante che più fattori confluiscano contemporaneamente.

Per quanto mi riguarda i link interni e la struttura del sito giocano un ruolo fondamentale ed un ottimizzazione di questi aspetti può essere un boost non indifferente per il tuo sito, qualsiasi esso sia.

Torno a citare Aranzulla, provate ad esaminare con attenzione il suo sito, noterete come questa tecnica venga usata in modo quasi maniacali, lui addirittura scrive articoli su argomenti identici utilizzando tutte le varianti della keyword stessa.

Ovviamente una cosa del genere richiede molto tempo, pazienza ed anche un livello di pazzia base, oltre al fatto di essere rigorosamente single! 😀

Spero di avere la vostra opinioni a riguardo in modo tale da confrontarci.

Intanto vi saluto e ci vediamo alla prossima, ho intenzione di scrivere un case study anche su argomenti come i  link esterni e link building.

Fabio Wild

Il mio nome è Fabio Wild, classe 1985, musicista e blogger da ormai una vita. Sin da subito ho capito che il futuro sarebbe stato online ed oggi aiuto persone e aziende a crescere sul web. Se vuoi conoscere meglio la mia storia ti rimando alla sezione "Chi Sono".

4 pensieri su “[SEO CASE STUDY] Tecnica dei link interni – Analisi e Risultati

  • Fabio, sei stato illuminante!
    Quando si ha tempo limitato da dedicare al proprio blog bisogna capire su cosa puntare, perché non si può ottimizzare tutto di tutto.
    Onestamente non pensavo i risultati di un buon link building interno potessero essere di questo livello, motivo per cui ho sempre puntato su altro…
    Ma dopo questa tua esperienza, credo che ci proverò anche io 🙂
    Grazie!

    • Ciao Luca, non ho capito bene cose intendi, ad ogni modo in questo case study ho linkato più o meno tutte le pagine tra di loro in maniera abbastanza casuale, anche se solitamente sarebbe meglio puntare su un singolo articolo principale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *